Intelligenza artificiale generativa
Sistemi che, appreso lo schema di enormi quantità di dati, producono contenuti nuovi come testi, immagini e codice. I modelli linguistici ne sono l'esempio più noto: generano la parola più probabile, senza capire.
L’intelligenza artificiale generativa è quella classe di sistemi che, dopo aver appreso lo schema di enormi quantità di dati, produce contenuti nuovi: testi, immagini, righe di codice. I grandi modelli linguistici, gli LLM, ne sono l’esempio più conosciuto. Vale la pena ricordare come funzionano davvero: generano la parola statisticamente più probabile dopo le precedenti, senza «capire» nel senso umano e senza verificare se quello che dicono è vero.
Conta perché è uno strumento che moltiplica il lavoro di chi lo sa usare, ma solo a certe condizioni. Dato in pasto a un problema vago restituisce banalità che potrebbe scrivere chiunque; messo su un problema preciso, alimentato con i tuoi dati e con una persona competente che controlla e decide, fa risparmiare ore vere. Immagina di usarne uno per preparare le prime bozze delle risposte ai clienti: se gli dai il contesto giusto ti fa partire da un testo già a metà strada, ma se pubblichi senza rileggere, prima o poi manda al cliente un’informazione sbagliata detta con tono sicurissimo. Il valore non è nella macchina, è nel modo in cui la guidi.
[TIPS & TRICKS]
Dagli contesto, non solo comandi. La differenza tra una risposta inutile e una preziosa quasi sempre sta in quanto contesto gli hai dato. Non chiedere «scrivimi una mail al cliente»: digli chi è il cliente, cosa è successo prima, che tono usi di solito, cosa vuoi ottenere e cosa non deve assolutamente dire. Più materiale tuo gli metti davanti, più l’uscita somiglia a qualcosa che avresti scritto tu. E tieni sempre l’ultima parola: la macchina prepara, tu controlli e firmi.