Tassonomia UE
Sistema europeo che classifica quali attività economiche possono dirsi davvero ecosostenibili, per indirizzare i capitali verso il sostenibile e frenare il greenwashing con criteri comuni.
La tassonomia UE è il sistema europeo che classifica quali attività economiche possono dirsi davvero ecosostenibili, in base a una serie di obiettivi ambientali e al principio di non arrecare un danno significativo agli altri. Nasce da una domanda semplice e prima senza risposta condivisa: quando un’attività può chiamarsi «verde» sul serio, e non solo a parole?
Il problema che risolve è la confusione. Prima, «sostenibile» voleva dire tutto e niente, e ognuno poteva appiccicarsi l’etichetta come gli pareva. Con un elenco di criteri comuni, invece, un’attività è ecosostenibile solo se contribuisce davvero a un obiettivo ambientale senza fare danni altrove: non basta ridurre le emissioni se nel farlo avveleni l’acqua. È un vocabolario condiviso che serve soprattutto a chi presta e investe denaro, perché permette di indirizzare i capitali verso ciò che è verde per davvero.
Da qui l’altra sua funzione, frenare il greenwashing. Se esiste un metro comune per dire cosa è sostenibile, diventa più difficile spacciare per verde qualcosa che non lo è. Per te che fai impresa, anche se non rientri direttamente negli obblighi, è la griglia con cui banche e grandi clienti cominceranno a guardare quello che fai.
[LA VOCE DELL’ADVISOR]
Ho visto spesso imprenditori vivere la tassonomia come l’ennesima complicazione europea calata dall’alto, un modulo in più da temere. Provo a girarla: è la prima volta che esiste un vocabolario comune per dire cosa è verde e cosa no, e un vocabolario comune, storicamente, aiuta chi ha qualcosa di vero da mostrare e mette in difficoltà chi vende fumo. Se stai facendo scelte ambientali serie, questo linguaggio è un’occasione per farle riconoscere; se le stai solo raccontando, è il momento in cui la distanza tra il detto e il fatto comincia a vedersi.