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Lavoriamo insieme

Dizionario

Doppia dignità del lavoro

Idea del capitalismo umanistico: il lavoro ha una dignità economica, perché va pagato il giusto, e una dignità morale, perché alla persona vanno riconosciuti tempo, rispetto e senso.

La doppia dignità del lavoro è l’idea, al centro del capitalismo umanistico di Brunello Cucinelli, che il lavoro porti con sé due dignità e non una. La prima è economica: chi lavora va pagato il giusto, perché una remunerazione equa è la base di ogni rapporto sano. La seconda è morale: alla persona vanno riconosciuti tempo, rispetto e un senso in quello che fa, cose che nessuno stipendio da solo compra.

Per un imprenditore il punto pratico è che le due dignità stanno o cadono insieme. Puoi pagare bene e comunque svuotare il lavoro di significato, trattando le persone come esecutori intercambiabili; oppure riempire di retorica sui valori un’azienda che sui compensi tira la corda. In entrambi i casi la gente se ne accorge, e resta solo finché non trova di meglio. Pensa a due reparti con lo stesso stipendio medio: in uno le persone sanno perché il loro pezzo conta e vengono ascoltate quando propongono, nell’altro eseguono ordini e basta. A distanza di qualche anno non si somigliano più, né nei risultati né in chi ci resta.

Riconoscere la doppia dignità non è filantropia, è un modo di costruire un’impresa che le persone migliori scelgono invece di subirla. Il salario apre la porta, il senso fa restare.

[LA VOCE DELL’ADVISOR]

Ho visto spesso imprenditori generosi sul piano economico convinti di aver già fatto la loro parte, e stupiti quando le persone se ne andavano lo stesso. Pagare bene è necessario, non è sufficiente. Quando entro in un’azienda, una delle prime cose che guardo non è la busta paga, è se chi lavora sa a cosa serve quello che fa e se qualcuno gli chiede mai un parere. Dove manca quella seconda dignità, il ricambio c’è anche con stipendi sopra la media, e costa molto più di quanto si creda.

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