Inversione
Abitudine di pensiero che affronta un problema al contrario: invece di chiedersi come avere successo, chiedersi cosa porterebbe sicuramente al disastro, per poi evitarlo.
L’inversione è un’abitudine di pensiero, cara a Charlie Munger sulla scia del matematico Jacobi, che consiste nell’affrontare un problema girandolo al contrario. Invece di chiederti come ottenere ciò che vuoi, ti chiedi cosa lo renderebbe di sicuro impossibile, elenchi quelle cause di disastro e poi ti dedichi a evitarle una per una.
Il motivo per cui funziona è che le due domande non sono simmetriche. Chiedersi come avere successo apre uno spazio enorme e nebuloso, pieno di strade possibili e nessuna certa. Chiedersi cosa porterebbe al fallimento restringe il campo a poche mosse riconoscibili, spesso banali: finire senza soldi, perdere le persone chiave, tradire la fiducia dei clienti, litigare col socio senza regole scritte. Sono errori più facili da nominare che le ricette del successo, e soprattutto più facili da schivare in anticipo.
Per un imprenditore questo rovesciamento è concreto. Prima di lanciare un progetto, prova a immaginarlo già fallito e domandati cosa lo ha ucciso: molte risposte le conosci già e puoi disinnescarle prima di partire. Spesso, come amava dire Munger, evitare la stupidità evidente rende più che inseguire la genialità, perché di errori grossolani ne bastano pochi per mandare all’aria anche un’idea ottima.
[TIPS & TRICKS]
Davanti a una decisione importante, dedica dieci minuti alla domanda al contrario. Non scrivere solo come vuoi che vada, scrivi i tre o quattro modi più probabili in cui potrebbe andare a rotoli, e per ciascuno una mossa che lo rende meno probabile. È un esercizio veloce che sposta l’attenzione dalle fantasie di riuscita ai rischi concreti, ed è proprio lì che si gioca la partita.