Numero di Dunbar
Stima secondo cui una persona può mantenere circa 150 relazioni sociali stabili, organizzate in cerchi via via più stretti. È un promemoria dei limiti naturali della rete personale.
Il numero di Dunbar è la stima, dovuta all’antropologo Robin Dunbar, secondo cui una persona riesce a mantenere circa centocinquanta relazioni sociali stabili. Non sono tutte uguali: si dispongono in cerchi concentrici, i pochissimi intimi al centro, poi gli amici veri, poi le conoscenze più larghe. Oltre quella soglia i rapporti non spariscono, ma diventano contatti che non riesci più a coltivare davvero.
Per chi fa impresa è un promemoria utile contro un’illusione diffusa, quella di avere una rete enorme. Un nome in rubrica o un collegamento su una piattaforma non è una relazione: è un nome. Le relazioni vere costano tempo e attenzione, e tempo e attenzione sono finiti. Pensa a chi torna da una fiera con trecento biglietti da visita e la convinzione di aver ampliato la propria rete: se non ne coltiva una piccola parte, tra un anno non ne ricorderà quasi nessuno, e nessuno ricorderà lui. La rete non è la lista dei contatti, è l’insieme di quelli con cui esiste ancora un legame vivo.
La conseguenza pratica è scegliere. Poiché non puoi curare tutti, decidi con consapevolezza chi tenere nei cerchi interni e a chi dedicare il tempo buono, invece di spargerti su una folla di conoscenze che non lascia traccia.
[ERRORE DA EVITARE]
Scambiare la quantità dei contatti per una rete. Collezionare biglietti, follower e collegamenti dà la sensazione di costruire relazioni, ma è quasi sempre un inganno. Una rete larga e superficiale non regge quando serve davvero: nel momento del bisogno rispondono le persone con cui hai un legame vero e curato nel tempo, non i mille nomi che hai raccolto. Invece di allungare la lista, chiediti quali dei tuoi rapporti stai davvero coltivando. Meglio venti relazioni vive che cinquecento contatti che non ti richiamerebbero.