Rating ESG
I punteggi di sostenibilità assegnati alle imprese, oggi senza standard univoci e molto variabili da fornitore a fornitore, che pesano comunque sul costo del denaro.
Il rating ESG è il punteggio di sostenibilità che diverse agenzie assegnano a un’impresa, misurando come tratta l’ambiente, le persone e il modo in cui è governata. A differenza del rating di credito, oggi non esiste uno standard univoco: la stessa azienda può ricevere valutazioni molto diverse a seconda di chi la misura, di cosa quel valutatore decide di includere e di quanto pesa ciascun aspetto. Il numero, insomma, dipende tanto dal metodo quanto dai fatti.
Per un imprenditore conta comunque, perché quei punteggi non restano sulla carta: pesano sul costo del denaro. A parità di conti, un profilo di sostenibilità giudicato più debole tende a rendere il credito più caro, perché chi presta legge quel rischio in più. Un esempio generico: due aziende con gli stessi numeri di bilancio possono trovarsi condizioni di finanziamento diverse se una è percepita come esposta a rischi ambientali o di governance che l’altra ha già messo in ordine.
La lezione pratica non è inseguire il punteggio, ma capire cosa misura chi te lo assegna, e leggere il metodo dietro il numero prima di prenderlo per oro colato.
[ERRORE DA EVITARE]
Prendere un punteggio ESG come un voto oggettivo. L’errore è trattare il rating come un numero assoluto, da esibire se alto o da subire se basso, senza chiedersi come è stato costruito. Due agenzie possono darti giudizi opposti sulla stessa azienda, perché misurano cose diverse e le pesano in modo diverso. Prima di vantare un rating o allarmarti per uno scarso, guarda cosa ci hanno messo dentro e quali aspetti hanno ignorato. Un buon punteggio ottenuto trascurando ciò che conta per il tuo settore vale meno di uno mediocre che fotografa i rischi veri.