Science Based Targets
Obiettivi di riduzione delle emissioni allineati alla scienza del clima, cioè coerenti con il contenimento del riscaldamento entro 1,5 °C dell'accordo di Parigi.
I Science Based Targets sono obiettivi di riduzione delle emissioni allineati alla scienza del clima, cioè coerenti con il contenimento del riscaldamento globale entro 1,5 °C indicato dall’accordo di Parigi. Non sono una promessa generica di «diventare sostenibili», ma un traguardo numerico ancorato a ciò che la scienza dice sia necessario, con un metodo condiviso per calcolarlo e verificarlo.
La differenza con le dichiarazioni ambientali di facciata è tutta qui. Chiunque può annunciare di voler essere «a impatto zero» in un anno lontano, senza spiegare come e senza che nessuno controlli. Un obiettivo scientificamente fondato, invece, dice di quanto ridurre, entro quando, misurato in che modo, e viene validato da un’iniziativa esterna che applica gli stessi criteri a tutti. È la distanza tra un buon proposito e un impegno verificabile.
Perché dovrebbe interessare anche a te che non sei una multinazionale: i grandi clienti e le banche cominciano a chiedere ai loro fornitori numeri di questo tipo, non slogan. Sapere cosa distingue un obiettivo serio da uno vago ti serve almeno a non farti trovare impreparato quando la domanda scenderà lungo la filiera.
[LA VOCE DELL’ADVISOR]
Ho visto spesso confondere due cose molto diverse: fissare un obiettivo ambientale ambizioso e fissarne uno credibile. L’ambizione senza un metodo che la sostenga si sgretola al primo anno in cui i numeri non tornano, e a quel punto l’impegno mancato pesa più che se non l’avessi mai preso, perché diventa una promessa tradita davanti a clienti e dipendenti. Meglio un traguardo più modesto ma calcolato sul serio, che puoi difendere dati alla mano, di uno grandioso che nessuno sa come raggiungere. La credibilità, in sostenibilità, si costruisce con lentezza e si perde in un giorno.