Bias cognitivi
Scorciatoie mentali sistematiche che falsano le decisioni anche di chi è intelligente e informato. Si correggono solo conoscendole per nome e costruendo metodi che le contrastino.
I bias cognitivi sono scorciatoie mentali sistematiche che falsano il giudizio anche di chi è preparato e in buona fede. Non nascono dall’ignoranza ma dal modo in cui la mente lavora: per decidere in fretta semplifica, e nel semplificare storce. Il guaio è che l’errore è regolare, prevedibile, e colpisce di più proprio chi è convinto di ragionare a mente lucida.
Per chi fa impresa contano perché le decisioni importanti si prendono quasi sempre sotto pressione, con informazioni incomplete e con qualcosa in gioco. È lì che i bias lavorano meglio. Tendi a dare troppo peso alla prima cifra che senti, a inseguire i soldi già spesi invece del futuro, a ricordare i successi e dimenticare i tentativi andati male. Pensa a chi valuta un nuovo capannone guardando solo le tre aziende della zona che ci hanno guadagnato, senza contare le altre che con la stessa mossa hanno chiuso: il campione che ha in testa è già truccato in partenza.
La difesa non è diventare più intelligenti, perché i bias colpiscono anche i più intelligenti. È conoscerli per nome e costruire piccoli metodi che li contrastino: chiedere un parere a chi non ha interessi in ballo, scrivere le ragioni di una scelta prima di innamorartene, cercare apposta i dati che ti darebbero torto.
[ERRORE DA EVITARE]
Credere di esserne immune. Il bias più pericoloso è pensare che i bias riguardino gli altri. Chi si sente lucido e navigato abbassa la guardia proprio quando dovrebbe alzarla, perché legge la propria sicurezza come prova di avere ragione. Quando una decisione ti sembra ovvia e non vedi controindicazioni, non prenderlo come un via libera: prendilo come il segnale che stai guardando una storia sola, quella che ti sei raccontato. Fermati e cerca la versione dei fatti che ti smentirebbe.