Cigno nero
Evento raro, imprevisto e di forte impatto che nessuno aveva messo in conto e che, una volta accaduto, tutti spiegano come se fosse stato ovvio. Chi fa impresa deve reggere a ciò che non sa prevedere.
Il cigno nero è l’evento che nessuno aveva messo in conto: raro, imprevisto, con un impatto enorme, e per giunta spiegato da tutti come ovvio il giorno dopo che è successo. L’espressione la si deve a Nassim Taleb. Il punto per chi fa impresa non è indovinare quale sarà il prossimo, perché per definizione non si può, ma costruire un’attività abbastanza solida da incassare un colpo che non aveva previsto.
Conta perché la mente lavora contro di te. Guardi indietro, vedi anni tranquilli e concludi che il futuro somiglierà al passato, così tieni pochissima cassa, un solo cliente che vale metà del fatturato, un unico fornitore. Finché il mare è calmo funziona benissimo. Poi arriva l’onda che nessuno aspettava, un mercato che si chiude nel giro di un mese, e chi era teso al massimo si spezza, mentre chi aveva margine sopravvive e a volte compra i pezzi degli altri. Non ti proteggi prevedendo l’imprevedibile, ti proteggi lasciando riserve e non dipendendo mai da una cosa sola.
[ERRORE DA EVITARE]
Scambiare la calma per sicurezza. L’errore classico è leggere una lunga fila di anni buoni come prova che il rischio è basso, e quindi togliere ogni cuscinetto per spingere sui risultati. È proprio quando tutto va liscio da tempo che ti stai esponendo di più, perché hai smesso di lasciare margine. Chiediti sempre cosa ti succede nello scenario che consideri impossibile: se la risposta è che salti, non sei efficiente, sei fragile.