Rischio
Condizione in cui gli esiti possibili e le loro probabilità si possono misurare: si calcola, si copre, si mette a bilancio. Si distingue dall'incertezza, dove le probabilità non sono stimabili.
Il rischio è la condizione in cui gli esiti possibili e le loro probabilità si possono misurare. È il terreno delle assicurazioni: non sai cosa succederà nel singolo caso, ma conosci abbastanza casi simili da poter calcolare le probabilità, e allora il pericolo si può prezzare, coprire e mettere a bilancio. Knight lo distingue con nettezza dall’incertezza, dove invece le probabilità non sono nemmeno stimabili, perché il caso è troppo nuovo o troppo raro.
Questa distinzione, che sembra accademica, per chi fa impresa è decisiva. Molti pericoli che affronti sono rischi veri, misurabili: quanti clienti in media non pagano, quante consegne su cento arrivano in ritardo, quanto varia stagionalmente il tuo fatturato. Su questi puoi lavorare con i numeri, costruire margini, comprare coperture, tenere scorte. Ma altri pericoli sono incertezza pura: un cambiamento tecnologico che riscrive il tuo settore, una crisi che nessun modello aveva previsto, e trattarli come rischi calcolabili, applicando una probabilità che in realtà non conosci, è il modo più elegante per illuderti di avere il controllo.
Per un imprenditore la maturità sta nel non confondere i due terreni. Sul rischio misurabile applica il metodo e i numeri; davanti all’incertezza vera, invece, servono altre difese: margini di sicurezza, riserve, la capacità di reggere l’imprevisto più che di prevederlo.
[ERRORE DA EVITARE]
Non mettere un numero preciso su ciò che è incerto solo perché ti fa sentire più tranquillo. Una probabilità inventata su un evento mai visto non è misura del rischio, è un travestimento dell’ignoto che ti abbassa la guardia proprio dove servirebbe alzarla. Quando ti accorgi di aver stimato una percentuale senza casi simili alle spalle, fermati: forse non stai gestendo un rischio, stai guardando un’incertezza a cui serve un altro tipo di prudenza.