Cultura aziendale
L'insieme dei comportamenti che ogni giorno vengono premiati o anche solo tollerati in azienda, non i valori scritti sul muro. Si costruisce con gli esempi, a partire da quello di chi comanda.
La cultura aziendale non è la frase incorniciata all’ingresso né il documento dei valori che nessuno rilegge. È l’insieme dei comportamenti che ogni giorno vengono premiati, o anche solo tollerati. Se in azienda scrivete «mettiamo le persone al primo posto» ma chi urla e ottiene risultati fa carriera, la cultura vera è quella dell’urlo, non quella del cartello. Le persone imparano guardando cosa funziona per andare avanti, non leggendo cosa dovrebbe funzionare.
Il fatto scomodo è che il primo esempio lo dai tu. Se dici che gli errori vanno detti subito, ma la volta che qualcuno te ne porta uno lo tratti male, hai appena insegnato a tutti che gli errori si nascondono. La cultura si costruisce nei gesti piccoli e ripetuti, in chi promuovi, in cosa lasci correre, in come reagisci quando le cose vanno storte. È lenta a formarsi e paziente nel restare: cambiarla richiede di cambiare prima i comportamenti che, senza accorgertene, stai premiando.
[LA VOCE DELL’ADVISOR]
Ho visto spesso imprenditori sorpresi nello scoprire che la loro azienda «pensa» in un certo modo che nessuno aveva deciso a tavolino. Quel modo di fare, quasi sempre, è il ritratto di anni di loro reazioni: cosa hanno lodato in pubblico, cosa hanno lasciato passare in silenzio. Se vuoi capire la cultura che hai davvero seminato, guarda chi è cresciuto intorno a te e chi se n’è andato. Ti dice più di qualsiasi manuale.