Distruzione creatrice
L'espressione di Schumpeter per il processo che fa crescere l'economia per salti, mentre il nuovo distrugge di continuo il vecchio e chi innova apre la strada.
La distruzione creatrice è l’espressione con cui Joseph Schumpeter descrive il modo in cui l’economia cresce: non per piccoli miglioramenti costanti, ma per salti, dove ogni cosa nuova manda in soffitta qualcosa di vecchio. A innescare questi salti è l’imprenditore innovatore, quello che introduce combinazioni inedite invece di limitarsi ad amministrare meglio l’esistente.
È un’idea scomoda e onesta insieme, perché mette a fuoco un fatto che pochi amano dire: ogni innovazione che crea valore ne distrugge un’altra da qualche parte. Chi porta un modo migliore di fare le cose toglie terreno a chi le faceva nel modo di prima. Per l’imprenditore la lezione ha due facce. Da un lato è il posto in cui puoi entrare: quasi ogni settore ha una nicchia dove si lavora ancora come vent’anni fa, e lì c’è spazio per chi arriva con qualcosa di nuovo. Dall’altro è la minaccia che pende su di te: il tuo vantaggio di oggi è il vecchio che qualcun altro si sta preparando a distruggere.
Un esempio generico: un servizio che oggi ti sembra insostituibile può essere reso inutile da uno strumento che costa un decimo e fa gran parte del lavoro. Chi costruisce valore tiene sempre un occhio su chi potrebbe rendere superfluo il proprio mestiere.
[LA VOCE DELL’ADVISOR]
Ho visto spesso confondere la solidità di oggi con la sicurezza di domani. Gli imprenditori più esposti alla distruzione creatrice non erano i deboli, ma i forti troppo tranquilli: chi aveva un prodotto che funzionava da anni e non sentiva il bisogno di rimetterlo in discussione. Nella mia esperienza chi sopravvive ai salti è chi si fa spesso una domanda scomoda, “se dovessi far fuori la mia stessa azienda, da dove comincerei?”, e agisce sulla risposta prima che lo faccia un concorrente. Il momento per cambiare è quando ancora non sei costretto.