Mentalità di crescita
La convinzione che le proprie capacità si possano sviluppare con il lavoro e l'esperienza, in contrasto con la mentalità fissa che le considera date una volta per tutte.
La mentalità di crescita è la convinzione, studiata da Carol Dweck, che le tue capacità non siano fissate una volta per tutte ma si possano sviluppare con il lavoro, l’esercizio e l’esperienza. Il suo opposto è la mentalità fissa, per cui o sei portato o non lo sei, e il talento è una dote che hai o non hai. La differenza sembra sottile ma cambia tutto, soprattutto il modo in cui leggi un fallimento.
Chi ha mentalità fissa vive l’insuccesso come un verdetto sul proprio valore, e quindi lo teme, lo nasconde, evita le sfide in cui potrebbe fare brutta figura. Chi ha mentalità di crescita legge lo stesso insuccesso come un’informazione: gli dice dove si trova adesso e cosa deve allenare per migliorare. Per un imprenditore questa lente è decisiva, perché il mestiere è fatto di prove che vanno male prima di andare bene. Pensa a chi lancia un prodotto che il mercato rifiuta: con una testa può concludere di non essere tagliato per quel settore e ritirarsi, con l’altra può chiedersi cosa gli sta insegnando quel rifiuto e riprovare con una versione migliore.
Vale anche per chi lavora con te. Un’azienda dove sbagliare significa essere giudicati produce persone che nascondono gli errori; una dove l’errore è materiale da cui imparare produce persone che li portano allo scoperto in tempo per rimediare.
[TIPS & TRICKS]
Aggiungi la parola «ancora». Quando ti senti dire, o ti dici, «non sono capace di gestire i numeri», «non so vendere», «non riesco a delegare», attaccaci in fondo un «ancora». La frase cambia natura: da sentenza definitiva diventa la fotografia del punto in cui sei oggi, che presuppone un percorso per spostarlo. È un trucco piccolo, quasi ingenuo, ma allena l’orecchio a trattare le tue capacità come cose che si costruiscono, e a chiedere lo stesso a chi lavora con te.