Radical candor
Stile di guida proposto da Kim Scott che tiene insieme due cose apparentemente opposte: tenere davvero alle persone e allo stesso tempo sfidarle con un feedback sincero e diretto.
Il radical candor è uno stile di guida proposto da Kim Scott che tiene insieme due cose che sembrano tirare in direzioni opposte: tenere davvero alle persone e, nello stesso momento, sfidarle direttamente con un feedback sincero. Le due cose non si escludono, si sorreggono: è proprio perché ti importa di qualcuno che gli dici la verità che lo aiuta a crescere.
Il valore si capisce guardando cosa succede quando manca uno dei due elementi. Se sfidi le persone senza tenerci davvero, il feedback diventa aggressività: hai ragione, ma umili, e chi ti ascolta si chiude. Se invece ci tieni ma non hai il coraggio di dire le cose scomode, cadi nell’empatia rovinosa: sei gentile, gradevole, e lasci che i tuoi collaboratori sbaglino nel silenzio, convinto di proteggerli mentre in realtà li stai abbandonando. La versione peggiore è quella di chi non fa né l’uno né l’altro e addolcisce tutto per calcolo.
Per chi guida un’azienda questo è pane quotidiano. Il feedback vero è scomodo da dare, e per questo la maggior parte delle persone lo evita, sostituendolo con silenzi o con complimenti generici che non servono a nessuno. Dirlo con franchezza, e dirlo perché tieni a chi hai davanti, è una delle competenze che separano un capo da una guida.
[LA VOCE DELL’ADVISOR]
Ho visto spesso imprenditori bravissimi rovinare le persone migliori a furia di gentilezza. Non le correggevano mai, per non ferirle, e così le lasciavano ripetere lo stesso errore per anni, finché un giorno la situazione esplodeva e sembrava arrivata dal nulla. Il feedback sincero, dato al momento e con rispetto, è il regalo più difficile da fare perché costa a chi lo fa, non a chi lo riceve. Ma il silenzio gentile non è un atto di cura: è il modo più elegante di non prendersi la responsabilità di far crescere chi lavora con te.